9.3.05

Un Gruppo molto teatrale



Scrive ElMar:

Il Gruppo sta attraversando una fase di crescita-ripensamento secondo me: alcune di noi l'anno scorso hanno seguito il corso di dizione e messo in scena brani da Antigone di Sofocle, sicchè è venuto spontaneo leggere e recitare copioni di piéces brevi: il primo è stato Ricorda con rabbia, di John Osborne; il secondo, lunedì scorso, è stato La cantatrice calva di Eugene Ionesco
.
Entrambi appartengono alla triade teatrale britannnica degli angry men anni Cinquanta (Beckett-Ionesco-Osborne), ma sono diversissimi tra loro: dalla discussione che è seguita alla mise en scéne di un testo del tutto nuovo sono venute fuori alcune considerazioni interessanti.
Innanzi tutto, Ionesco scatena irrefrenabili risate, subito, senza mediazioni, a differenza di Osborne che invece è decisamente drammatico; poi, i personaggi praticamente non hanno spessore, non sono reali, anzi, sono del tutto interscambiabili fra loro: ciascuno potrebbe tranquillamente dire le battute dell'altro e non cambierebbe proprio nulla, nell'insieme. Anzi, alla fine è proprio quello che succede, dato che il finale prevede un nuovo inzio a parti scambiate, e la commedia (che l'autore chiama anti-commedia) si conclude ricominciando con la seconda coppia, i Martin, che dice le stesse frasi pronunciate dalla prima coppia, gli Smith, nella prima scena, mentre cala lentamente il sipario. Non solo, ma gli automatismi di comportamento, le pirotecnìe verbali, le sequele di banalità assurde ed illogiche (la pendola che suona ventinove colpi!), il dire una cosa e subito dopo l'esatto contrario, l'accelarazione vorticosa delle frasi che si accavallano l'una all'altra in un crescendo parossistico e scoppiettante producono una sorta di spaesamento sia nel pubblico che negli/lle attori/attrici, che si trovano a non immedesimarsi nei personaggi. Perchè, in fondo, non esistono personaggi in questa piéce che, quindi, anche per questo è difficile da interpetare senza cadere nel grottesco fine a se stesso, che non era, secondo me, l'obiettivo di Ionesco. Nell'introduzione si parla di fantocci, di conchiglie vuote, di schemi e relazioni interpersonali inconsistenti (magistrale a questo proposito la scena fra i coniugi Martin che si danno del lei e non si riconoscono), e addirittura si richiama l'attenzione sul fatto che gran parte dei dialoghi della Cantatrice calva si realizza con frasi prese dai manuali di conversazione per stranieri che si trovano in commercio: tutto vero, ciò non toglie tuttavia che ci siano autentici momenti di puro divertimento, come per esempio nel famoso dialogo fra i coniugi Smith a proposito di Bobby Watson (tutti nella famiglia di questo indviduo si chiamano Bobby Watson, uomini, donne, bambini e bambine, fanciulle e giovanotti ed anziani) e nei famosi aneddoti raccontati nella Scena Ottava
Sì, fà ridere; ma le interpreti preferiscono Osborne.
Il che induce a riflettere sul mestiere dell'attore.

Ecco, quindi, qualche suggerimento in proposito. Ed innanzi tutto, un paio di opere importanti, direi fondamentali:

- Sei personaggi in cerca d'autore, di Luigi Pirandello (Einaudi 1993). Collocazione: 852.912 PIRSe

- Aspettando Godot, di Samuel Beckett (Einaudi 1956). Collocazione: 842.914BECAs

Poi, a seguire, altri libri di e sul teatro: naturalmente ci sono poi le drammaturgie nazionali con i relativi autori da tener presente; ma, forse, del mio propendere verso Billy Shakespeare s'era già avuto qualche sospetto...

- La disputa; Gli attori in buona fede, di Pierre de Marivaux (Einaudi 1989). Collocazione: 842.5 MARDi

- La moglie dell'attore, di Anne Tyler (Guanda 1996). Collocazione: NA TYL ANN

- L'attrice, di Edith Bruck (Marsilio 1995). Collocazione: NARR BRU EDI

- L'attrice, di Alexandra Marinina (Piemme 1999). Collocazione: ND MAR ALE

- Manuale minimo dell'attore, di Dario Fo (Einaudi 1987). Collocazione: 792.028 FO

- Ritratto d'attore, di Romolo Valli (Il Saggiatore 1983). Collocazione: MAGAZZ. 17S.06.57

- Il Teatro dell'Anima: il teatro di prosa nelle lingue regionali attraverso i grandi attori professionisti del tempo, di Giancarlo Pretini (Trapezio 2001). Collocazione: MAGAZZ. 16P.01.63

- La recita della follia: funzioni dell'insania nel teatro dll'età di Shakespeare, di Vanna Gentili (Einaudi 1978). Collocazione: MAGAZZ. 17C.06.44

- Il laboratorio teatrale, di Gaetano Oliva. (LED 1999). Collocazione: 792.028 OLI

E poi ne riparliamo!
LUNEDI' 21 MARZO ALLE 14.30' IN AULA DIDATTICA

5 Commenti:

At 7:40 PM, Blogger Kat dice che...

Ah il mestiere dell'attore... seppure attore non sia ne ho interpretato uno e non solo. Chissà, magari prima o poi parleremo di quanto si è attori di noi stessi tutti i giorni e di quali e quanti ruoli si vesta da quando ci si sveglia fino al mattino dopo.
Nel frattempo comunico che ho finito "Il codice DaVinci", tanto per tenervi aggiornate su cosa capita qui sull'eremo; che ho visto qualche film nuovo e che, da domani sera, tornerò in possesso di Labyrinth :)

 
At 2:28 PM, Blogger Gruppo di Lettura dice che...

Oggi recitiamo? Spero di poter tornare nei panni di Jimmy al più presto, mi mette energia.
Che films hai visto Kat? E che ne pensi del codice da vinci?

 
At 11:06 AM, Blogger Gruppo di Lettura dice che...

Ehi Keren, e la firma? Poi non abbiamo recitato: c'erano la Gi e la BiBe e va da sè che s'è parlato di Shakespeare e di altri libri letti.
Ma soprattutto del bardo. :=]

 
At 7:06 PM, Blogger Kat dice che...

Dunque , film nuovi:
Constantine, Alfie, Lemony Snicket - una serie di sfortunati eventi.
Il codice DaVinci... che dire.. è scritto bene, tratta argomenti "succosi" se vogliamo chiamarli così però è un romanzo e nemmeno troppo originale nella trama o nella gestione dei personaggi. Trovo invece molto ben fatto il gioco di enigmi

 
At 9:44 AM, Blogger Gruppo di Lettura dice che...

'Ncentraniente, lo so; ma Lemony Snicket (il film, non lo scrittore) mi fà venire in mente quel bello e sfortunato film che è stato The pagemaster: visto poco, girato pochissimo nelle sale ed a ancor meno in TiVì. Però l'idea di fondo è geniale; e soprattutto McCauley Caulkin si vede per pochi minuti. E allora EliKat, come la mettiamo con questo Labirynth, eh? Constantine m'ispira poco ed Alfie ancora meno; credo che domenica io e la GraYcie andremo a vedere Hotel Ruanda.
ElMar

 

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